Per i danesi l’avventura quest’estate parla italiano di Veronica Gallo

22 Giugno 2026
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Per i danesi l’avventura quest’estate parla italiano
di Veronica Gallo

La curiosità dei danesi verso l’Italia continua a evolversi e mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno modificando le abitudini di viaggio in tutta Europa, il Bel Paese si conferma una delle destinazioni più solide e rassicuranti per chi parte dalla Danimarca.

Dopo decenni di viaggi organizzati, scambi culturali e rapporti commerciali sempre più intensi, l’Italia è entrata stabilmente nell’immaginario turistico danese. Per molti, rappresenta una scelta quasi naturale: familiare, accessibile e affidabile. Da anni, infatti, il Paese si alterna con la Spagna ai primi posti tra le mete estive preferite dai danesi.

Ma oggi qualcosa sta cambiando. Perché, se da un lato i viaggiatori cercano sicurezza e stabilità, dall’altro non vogliono rinunciare alla scoperta. E così, accanto alle grandi classiche italiane, cresce l’interesse per destinazioni meno prevedibili, più autentiche e ancora lontane dal turismo di massa. Bologna, Napoli e soprattutto la Calabria stanno diventando le nuove protagoniste dell’estate 2026.

In Italia ci si sente a casa
In una stagione segnata dall’aumento dei prezzi del petrolio, dall’incertezza internazionale e dai conflitti globali, sicurezza e affidabilità sono diventate parole chiave anche nel turismo. Diverse destinazioni considerate fino a poco tempo fa molto attrattive, come Dubai, Doha, l’Egitto o perfino Cipro, stanno registrando un rallentamento delle prenotazioni. Al contrario, le agenzie di viaggio danesi continuano a segnalare un forte interesse per il Mediterraneo occidentale, con l’Italia che registra un incremento superiore all’80% rispetto al 2025.

“L’Italia ha un’attrattiva trasversale che conquista pubblici molto diversi”, spiega Mikkel Hansen, responsabile comunicazione di TUI Group, una delle principali agenzie turistiche al mondo. “Chi cerca relax, cultura o una vacanza attiva trova ciò che desidera tra spiagge, città storiche e paesaggi naturali. Ma oggi i danesi hanno anche una familiarità con l’Italia che li porta a esplorare nuove città e nuove regioni”. Secondo Hansen, fino a pochi anni fa località come Bologna, la Campania o la Calabria erano richieste solo da una nicchia di viaggiatori più esperti.

Oggi, invece, stanno vivendo un vero boom.

“Queste destinazioni riescono a combinare ciò che è conosciuto con ciò che sorprende. Per i danesi è rassicurante vivere nuove avventure in Italia: spesso non cercano qualcosa di preciso, ma vogliono lasciarsi stupire. Ed è proprio questa combinazione tra autenticità e familiarità a rendere il viaggio più personale e memorabile”.

L’esotico si sposta verso Sud
Per molti anni sono stati Rimini, il Lago di Garda e la Toscana a rappresentare l’immagine dell’Italia per i turisti danesi. E se queste mete continuano a essere amate, lentamente nuove destinazioni stanno conquistando spazio.

Il rapporto tra Danimarca e Italia ha radici profonde. Già nel Settecento i giovani aristocratici danesi attraversavano l’Europa per i Grand Tour, i lunghi viaggi culturali verso Roma, Firenze, Venezia e Napoli. Ma fu soprattutto nel secondo dopoguerra, con la crescita del benessere e l’introduzione delle ferie pagate, che l’Italia iniziò a diventare una meta accessibile anche alla classe media danese.

Negli anni Sessanta arrivarono poi i primi charter, mentre l’esplosione delle compagnie low cost all’inizio degli anni Duemila rese ancora più semplice raggiungere il Sud Italia, dalla Costiera Amalfitana alla Sicilia. Oggi l’interesse si sta fortificando sempre di più al sud. Tra le prime agenzie di viaggio a credere nella Calabria come destinazione per i turisti danesi c’è stata Bravo Tours. Quella che fino a pochi anni fa era considerata una regione marginale dal punto di vista turistico è ora una delle mete italiane più richieste per il 2026.

Tropea, con il suo centro storico affacciato sul Tirreno, è diventata una nuova beniamina dei viaggiatori alla ricerca di atmosfera italiana, ritmi più lenti e prezzi accessibili. “Scoprii Tropea quasi per caso molti anni fa e ne rimasi colpito”, racconta Peder Hornshøj, direttore di Bravo Tours. “Decisi subito di inserirla nella nostra offerta.

La Calabria si trova tra la Campania, famosa per la penisola sorrentina, e la Sicilia, dove Taormina è da decenni una destinazione charter molto popolare. Sono luoghi straordinari, ma Tropea rappresenta qualcosa di diverso: un’alternativa più tranquilla, più economica e meno segnata dal turismo di massa”.

Secondo Hornshøj, è proprio questa semplicità a conquistare i danesi. “Qui si può vivere una vacanza in modo spontaneo: andare in spiaggia senza programmi, visitare i piccoli mercati locali, parlare con la gente del posto nei ristoranti. È un’esperienza che molti oggi cercano sempre di più”.

Autenticità, ma senza complicazioni
La crescita del turismo nel Sud Italia è stata favorita anche dal miglioramento dei collegamenti. Il traffico charter continua ad aumentare insieme allo sviluppo degli aeroporti meridionali: Napoli Capodichino è stato ampliato e rinnovato, mentre Lamezia Terme è diventato uno snodo strategico per tutta la Calabria.

Le regioni del Sud, quindi, stanno iniziando a investire sempre di più nella propria accessibilità turistica, cercando di valorizzare l’identità locale senza rinunciare a servizi e infrastrutture. Ed è forse proprio questo equilibrio a spiegare il nuovo rapporto tra i danesi e l’Italia: la possibilità di sentirsi lontani senza sentirsi spaesati. Cercare qualcosa di autentico, ma con la semplicità di una destinazione che, in fondo, conoscono già.

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