“Sì, lo voglio… ma civile!”
Wedding destination: come cambiano i matrimoni in Italia
di Martina Amante
In Italia, Paese di santi, poeti e… spose in bianco, il matrimonio è da sempre una faccenda seria. Ma oggi, sotto i veli di tulle e dietro i buffet da 12 portate, si nasconde una piccola rivoluzione. Il “sì” si dice ancora, eccome – ma sempre più spesso davanti a un ufficiale di stato civile, magari con vista su un castello o in un agriturismo toscano, e non più sotto la navata affrescata della chiesa del paese.
Nel 2023, secondo i dati Istat, sono stati celebrati circa 184 mila matrimoni in Italia. Ma la vera notizia è questa: quasi 6 su 10 sono stati civili. Cifre alla mano: nel 2008 solo il 20% delle coppie sceglieva il rito civile. Oggi siamo al 58,9%, con punte del 95% nei secondi matrimoni. È un dato che racconta più di mille bouquet: cambiano i tempi, e con essi cambia il modo in cui gli italiani scelgono di impegnarsi per la vita – o, diciamocelo, per un po’.
E non si tratta solo di firmare un foglio in Comune. La nuova moda è quella dell’officiante laico professionista: una figura (ormai sempre più richiesta) che studia la storia degli sposi, scrive testi su misura e organizza cerimonie da romanzo rosa… o da commedia romantica, a seconda dei gusti. In pratica: un celebrante con penna, pathos e magari anche il microfono a filo. E il matrimonio religioso? Resiste, ma traballa. Sempre secondo l’Istat, i matrimoni in chiesa nel 2023 sono calati dell’8,2%. Più che una fuga, sembra una lenta ritirata: basti pensare che nel 1940 il 98% dei matrimoni era celebrato in chiesa. Oggi siamo sotto al 30%. È la spia di un cambiamento culturale più ampio. Le nuove generazioni vogliono decidere tutto: dove, quando e come sposarsi. Anche il “perché”, se possibile.
La religione, per molti, è diventata una questione privata, più che pubblica celebrazione. Questi numeri raccontano più di un semplice cambio di rito: sono il riflesso di una società che si sta ripensando. Le coppie di oggi non si limitano più a seguire il percorso tracciato dai genitori o dai nonni: cercano un modo personale di dire “ti amo per sempre” – anche se il “per sempre” oggi ha confini più flessibili. C’è il desiderio di autenticità, di decidere tutto: non solo dove e quando sposarsi, ma anche perché. Il rito civile diventa così il simbolo di una relazione costruita su misura, lontana dai formalismi e più vicina al vissuto quotidiano. In fondo, è la celebrazione di un amore che vuole raccontarsi a modo suo. Dietro il boom dei matrimoni civili c’è una generazione che preferisce raccontare la propria storia d’amore con parole proprie, senza catechismi né imposizioni. È finita l’era del “si fa così perché si è sempre fatto così”: oggi si sceglie il rito, la location e perfino il tono della cerimonia. Il matrimonio diventa un evento su misura, più simile a una serie Netflix che a una funzione liturgica. L’amore, dopotutto, è una questione troppo seria per lasciarla solo alla tradizione.
Un altro dato che racconta questa trasformazione è quello sui divorzi: quasi 80.000 nel 2023. Una cifra stabile rispetto all’anno prima, ma che fotografa una realtà consolidata. In Liguria, Sicilia e Sardegna si registra il maggior numero di divorzi ogni mille abitanti. Ma attenzione: dove finisce un amore, spesso ne comincia un altro – e magari con un matrimonio civile. Anche questo, in fondo, è un segno dei tempi: non si rinuncia all’idea di coppia, si cambia semplicemente fornitore.
Amore e modernità: il nuovo volto delle nozze italiane
E poi c’è un’altra Italia, quella che fa sognare le coppie di tutto il mondo: l’Italia delle ville venete, dei vigneti toscani, delle terrazze con vista su Capri. Qui il matrimonio non è solo un rito: è un evento da cartolina. Nel 2023, oltre 13.600 coppie straniere hanno scelto l’Italia per dirsi “I do” (o “oui”, “sí”, “ja”, secondo la provenienza). Un business in crescita che ha generato un indotto di oltre 800 milioni di euro, con una spesa media di 59.000 euro a matrimonio. Un piccolo lusso, ma con foto da sogno.
Le mete più gettonate? Toscana su tutte, seguita da Lombardia, Campania, Puglia, Sicilia e Lazio. Le cerimonie sono spesso civili e orchestrate da wedding planner internazionali, con riti simbolici tra ulivi e tramonti mozzafiato. L’Italia, in pratica, è diventata la Las Vegas chic del matrimonio europeo. Insomma, il matrimonio in Italia sta cambiando pelle: meno dogmi, più libertà; meno tradizione, più personalizzazione. Che sia in Comune, in una masseria pugliese o tra le rovine di un borgo medievale, ciò che conta oggi è raccontare una storia autentica – magari con un brindisi finale a base di prosecco. Perché sì, l’amore cambia. Ma l’idea di celebrare quell’amore, magari con una festa indimenticabile, quella resta.





