It´s time for equality – Wake up Italy

20 Marzo 2016
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untitledCreare relazioni sembra non essere mai stato così facile come ora. Eppure, nonostante la pervasività della parola social, spesso manca proprio una relazione in un contesto sociale fisico, dove potersi incontrare e discutere con persone in carne e ossa. Il nuovo Comites, insediatosi alla metà dello scorso anno, sta mettendo al centro della sua attività proprio la relazione sociale, intesa principalmente come incontro tra la società danese e la comunità italiana, creando eventi che diventano anche occasione di socializzazione informale tra connazionali. L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze e dare ascolto ai problemi della comunità italiana residente nel Regno danese, senza perdere di vista le relazioni con l’Italia. I temi che interessano maggiormente i connazionali, sia residenti da molto tempo in Danimarca che appena arrivati, sono quelli relativi ai diritti: cittadinanza, famiglia e relazioni nel mondo del lavoro. Gli incontri finora svolti sono andati in questo senso e hanno sempre visto una folta partecipazione di un pubblico interessato e attivo. L’ultima iniziativa è stata l’adesione a “It´s time for equality – Wake up Italy” lo scorso gennaio in Kogens Nytorv. Evento nato da una collaborazione spontanea tra Chiara Salce, giovane traduttrice e interprete professionista residente in Danimarca, e il sostegno del Comites per quello che riguarda la parte burocratica. Infatti uno dei temi più sentiti dai connazionali è proprio quello relativo al riconoscimento della genitorialità, soprattutto quando si tratta di coppie omosessuali, che in patria non hanno nessun diritto. Questo il punto di incontro tra Chiara e il Comites. untitled (2)Chiara, promotrice della manifestazione, racconta: “Stavo leggendo le notizie online e sono venuta a sapere dell’iniziativa in Italia. Purtroppo non potevo rientrare in tempo, e guardando la mappa delle città che aderivano ho visto anche Londra, dove gli italiani li residenti si sarebbero incontrati davanti all’ambasciata. Ho scritto ad Arcigay e ho chiesto come aderire all’iniziativa, mi hanno risposto che bastava creare l’evento. Insieme alla mia amica Alessia ci siamo quindi subito attivate, utilizzando il materiale grafico fornito da Arcigay. Lo abbiamo condiviso tra amici e sui gruppi Facebook. È lei che ha realizzato i cartelli che teniamo in mano nelle foto”. Chiara prosegue: “poi condividendo sul gruppo italiani a Copenaghen (su Facebook) sono entrata in contatto con Davide Bonavida che ha fornito i consigli per organizzare l’evento ed essere in regola con i permessi. Volevo semplicemente mostrare il mio sostegno ad una causa che mi sta molto a cuore. Ho vissuto e viaggiato in tanti paesi nel mondo, dalla California alla Russia. Vedere le differenze dei diritti è davvero frustrante. Vivendo in Danimarca vediamo ogni giorno che i diritti civili per tutti non sono un’utopia, ed è ora che finalmente l’Italia si unisca alla schiera di paesi occidentali che riconoscono questi diritti a tutti. Chiara è molto soddisfatta per l’adesione alla manifestazione e aggiunge: “oltre a noi italiani che viviamo qui c’erano anche ragazze italiane in vacanza che si sono unite a noi. È importante far vedere che anche se lontani questo tema ci tocca da vicino, siamo cittadini italiani, e vogliamo un paese migliore, dove le persone LGBT non debbano andarsene per crearsi una famiglia, che poi non viene riconosciuta”. Un tema molto sentito quello del diritto alla famiglia, che ha portato a manifestare una sessantina di persone.

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