Erri De Luca, poeta che scala le montagne di Emma Fenu

22 giugno 2018
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Erri De Luca, poeta che scala le montagne
di Emma Fenu

Occhi di cielo dalla forma allungata, reticolo di rughe su una faccia da eterno ragazzo, zigomi alti come montagne che cercano di sfiorare il sole, fronte aggrottata di chi non si lascia convincere dalla grettezza, sorriso di chi si vuole far convincere dalla bellezza.
Un viso che non si dimentica quello di Erri De Luca.
Così come le sue parole, dette e scritte senza paura, senza pudore, senza anelito di com-piacere.

L’ultimo giorno di questo inverno, Copenaghen ha accolto lo scrittore, poeta e giornalista italiano Erri De Luca imbiancando di neve i tetti spioventi, il capo della Sirenetta, i canali ancora ghiacciati e le strade percorse da biciclette.
Narcisi chiusi nel proprio cappotto giallo, a simboleggiare l’arrivo della Pasqua, macchiano di sé il candore di una città meravigliosa che si prepara a fiorire e a sciogliersi, mostrando, sotto il tiepido sole, quella bellezza fiabesca che proietta in un mondo senza tempo.
Non di poesia in senso stretto si è parlato, nel corso dell’intervista che segue, ma di temperie culturale in Italia, di letteratura e di progetti.
In fin dei conti, vivere è, poeticamente, la consapevolezza di esistere.

L’incontro con l’Altro
Nato a Napoli nel 1950, Erri De Luca si è messo in gioco con coraggio in vari campi: ha militato nella sinistra extraparlamentare, è stato volontario in Africa, ha prestato aiuto durante la guerra della ex Jugoslavia, distinguendosi sempre per passione e impegno.
Ad un lato pratico e concreto, da amante delle montagne da scalare non solo in senso metaforico, si coniuga perfettamente una curiosità intellettuale vivace che lo ha portato a scrivere, a tradurre (perfino dall’antico ebraico e dal napoletano) e a fare cultura in modo totalizzante.
Nel 2011 è stata costituita dallo scrittore e da Paola Porrini Bisson La Fondazione Erri De Luca con la finalità di promuovere, raccogliere e organizzare la conoscenza e lo scambio intellettuale in ogni sua manifestazione scientifica e artistica all’interno di un Mediterraneo in cui confluiscono popoli e storie e in cui il futuro è erede di un passato da ricordare e di un presente da costruire.
Fra le opere più famose di Erri De Luca: In alto a sinistra; Alzaia; Il contrario di uno; In nome della madre; Il giorno prima della felicità; Il peso della farfalla; Le sante dello scandalo; I pesci non chiudono gli occhi; Storia di Irene; La Natura Esposta; Diavoli custodi; L’ospite incallito; Bizzarrie della provvidenza.
Scritti vari, che rivelano l’ecletticità del personaggio, eppure in tutti è evidente la descrizione di un percorso di formazione che dall’incontro con l’altro (e con l’Altro) porta ad una riflessione interiore mai edulcorata, mai scontata, mai stereotipata. Incertezza adolescenziale, solitudine, ferocia della storia e del destino, incomunicabilità, delusione e sconfitta sono tematiche che Erri De Luca affronta in modo personale e coinvolgente, con penna ornata di ali di farfalla e armata di spada di ironia.

Come definirebbe il panorama letterario contemporaneo in Italia? Quali sono gli elementi peculiari?
La domanda è alla persona sbagliata, non sono lettore di libri recenti. Nell’ambito dell’impegno civile dei letterati italiani, il panorama è desertico. Saviano e pochissimi altri danno segni di risposta alle urgenze del mondo circostante.

Esiste, a suo avviso, una letteratura definibile “femminile”?
Se apro un libro senza sapere prima chi è l’autore non mi accorgo del suo sesso. Che Omero sia un uomo o una donna non mi riguarda come lettore. Piccole donne lo poteva scrivere anche un reverendo sotto falso nome.

Un libro è vivo ed è ponte di scambio. Noi lettori molto abbiamo imparato da lei e lei cosa ha imparato da noi, attraverso lo scambio e il confronto?
Imparo da lettore, che è la mia più vasta attività. Da scrittore incontro in luoghi pubblici le persone che hanno letto delle mie pagine e ricevo da loro lo scambio ravvicinato di una battuta, di una stretta di mano, che sono per me i veri premi letterari. A quelli con le giurie invece non partecipo.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Esistere ancora.

oubliettemagazine.com

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