Sulle orme di Verdi:
viaggio nella Bassa parmense tra musica, sapori e paesaggi senza tempo
di Giancarlo Alviani
Nel cuore dell’Emilia-Romagna, tra i campi che si perdono all’orizzonte e il respiro lento della pianura padana, sorge un piccolo gioiello che racchiude in sé l’anima profonda dell’Italia più autentica: Busseto, terra natale di Giuseppe Verdi. Questo borgo e i suoi dintorni non sono solo un pellegrinaggio musicale per melomani e studiosi d’opera: sono un invito a rallentare, ad ascoltare il silenzio delle campagne, a ritrovare la verità delle cose semplici — il pane buono, il vino sincero, la voce del Maestro che ancora vibra tra le pietre.
Dove la musica incontra la terra
La casa natale di Giuseppe Verdi, a Roncole Verdi, conserva ancora oggi tutta l’aura umile delle sue origini, immersa nella quiete di un borgo che sembra sospeso nel tempo.
Un luogo semplice e potentissimo, dove ogni oggetto parla del bambino che sarebbe diventato uno dei più grandi compositori della storia. Il percorso della casa è visitabile o accompagnati dalle eccellenti guide o da una app in realtà aumentata scaricabile sul proprio smartphone.
A pochi chilometri, nel Comune di Villanova sull’Arda, si trova Villa Verdi a Sant’Agata, la dimora amata dal Maestro, in cui visse e lavorò per oltre cinquant’anni. Rimasta a lungo chiusa per una complessa disputa tra gli eredi, è stata recentemente acquisita dallo Stato italiano, che ha annunciato la volontà di restituirla presto al pubblico. L’obiettivo è riconsegnare a visitatori e studiosi l’accesso a salotti originali, spartiti, ritratti e memorie personali, offrendo un’immersione emozionante nella quotidianità creativa e familiare di Verdi. Una riapertura attesa, che rappresenta non solo un gesto di tutela del patrimonio culturale, ma anche un nuovo impulso per il turismo musicale e identitario della Bassa parmense.
Nel cuore di Busseto, il Teatro Giuseppe Verdi incanta per la sua eleganza raccolta: un piccolo scrigno ottocentesco che, nonostante le dimensioni, vanta una programmazione di assoluto prestigio. Qui si sono esibiti, tra gli altri, i Maestri Riccardo Muti (dicembre 2023) e James Conlon, direttore della Los Angeles Opera (aprile 2024), confermando la vocazione internazionale di questo tempio della musica. E non si può dimenticare quando, all’inizio degli anni Duemila, Franco Zeffirelli scelse proprio questo palcoscenico per allestire un’Aida e una Traviata entrate nella storia, opere che ancora oggi vengono ricordate con emozione da chi le ha vissute.
Il Festival Verdi 2025: Shakespeare e il Maestro
Dal 20 settembre al 19 ottobre 2025, Parma e Busseto ospitano la 25ª edizione del Festival Verdi, un appuntamento ormai imprescindibile per gli amanti della lirica di tutto il mondo. Al centro di questa edizione celebrativa, il rapporto profondo e affascinante tra Giuseppe Verdi e William Shakespeare, fonte d’ispirazione per alcune delle opere più intense del compositore. Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto un nuovo allestimento del Macbeth, in scena: giovedì 25 settembre (prova aperta), ore 20.00 – sabato 27 settembre, ore 20.00 – sabato 4 ottobre, ore 20.00 – Giovedì 9 ottobre, ore 20.00 – venerdì 17 ottobre, ore 17.00. Lo spettacolo, della durata di circa tre ore con intervallo, vedrà protagonisti Davide Luciano (Macbeth), Adolfo Corrado (Banco), Marily Santoro e Maria Cristina Bellantuono (Lady Macbeth), accompagnati da giovani talenti provenienti dall’Accademia Verdiana. La direzione è affidata a Francesco Lanzillotta, con la regia di Manuel Renga, scene e costumi di Aurelio Colombo, e luci di Emanuele Agliati. Le coreografie sono firmate da Paola Lattanzi. Sul podio e in scena, l’eccellenza musicale italiana: l’Orchestra Giovanile Italiana e il Coro del Teatro Regio di Parma, diretto da Martino Faggiani.
Un evento da non perdere, in un teatro che continua a raccontare, anno dopo anno, la forza viva dell’eredità verdiana.
Un altro luogo imprescindibile per comprendere l’anima e l’ascesa artistica di Verdi è Casa Barezzi, oggi trasformata in museo, situata proprio di fronte al Teatro Verdi e alla Rocca Municipale di Busseto. Qui il giovane Giuseppe, ancora adolescente, trovò il suo primo mecenate: Antonio Barezzi, appassionato di musica e commerciante locale, che gli aprì le porte e lo stimolò a coltivare la passione musicale. In questa dimora, Verdi suonò i suoi primi brani in pubblico, si innamorò di Margherita (figlia di Barezzi e sua futura moglie), e iniziò a intrecciare musica e vita.
Oggi, visitando le stanze del museo, si respira quell’atmosfera viva e intima, fatta di lettere autografe, ritratti, strumenti musicali e partiture.
Le pareti raccontano la storia di un talento precoce che, da qui, spiccò il volo verso la gloria. Nei pressi dell’ingresso di Casa Barezzi si trova la Chiesa di San Lorenzo, dove il 4 maggio 1836 Verdi sposò Margherita Barezzi, suggellando nel cuore di Busseto quell’intreccio indissolubile tra amore, musica e destino che avrebbe segnato per sempre la sua vita e la sua arte.
Un tesoro nascosto: la Biblioteca del Monte di Pietà
Tra i luoghi meno conosciuti ma di straordinario valore storico e culturale, merita una sosta la Biblioteca del Monte di Pietà di Busseto, autentico scrigno di memorie verdiane. Ospitata nell’antico edificio cinquecentesco dell’ex Monte di Pietà, la biblioteca custodisce un prezioso fondo di composizioni giovanili di Giuseppe Verdi, risalenti agli anni della sua formazione. Accanto a spartiti manoscritti e rare edizioni musicali, si trovano documenti originali legati alla sua vita privata e professionale, oltre a una raccolta significativa di scritti, lettere e testimonianze della soprano Giuseppina Strepponi, seconda compagna di vita del Maestro.
Questi materiali offrono uno sguardo inedito e intimo sul percorso creativo e umano di Verdi: dalle prime prove musicali alle riflessioni maturate negli anni della fama, passando per il rapporto epistolare e artistico con la Strepponi, figura fondamentale nella sua parabola biografica. La consultazione di questo patrimonio, accessibile su appuntamento, è un’occasione unica per studiosi, musicologi e appassionati che desiderano approfondire la genesi dell’opera verdiana in un contesto autentico e raccolto. Un luogo di studio e silenzio, che rende omaggio all’uomo oltre il mito.
Accanto all’eredità verdiana, Busseto celebra anche la figura indimenticabile di Renata Tebaldi, tra le più grandi voci del Novecento e tra le interpreti verdiane più amate al mondo. A lei è dedicato uno spazio emozionante e suggestivo: il Museo Renata Tebaldi, ospitato nelle eleganti Scuderie di Villa Pallavicino. Il percorso museale – tra costumi di scena, fotografie, lettere, registrazioni storiche e oggetti personali – restituisce tutta la grandezza artistica e umana di questa cantante straordinaria. Ma l’omaggio della città non si ferma qui: nel cuore di Busseto, attorno al monumento a Giuseppe Verdi, fioriscono le rose Tebaldi, una varietà creata nel 1987 a Malicorne, in Francia, da Georges Delbard proprio in onore del soprano. La rosa fu presentata con una cerimonia religiosa alla presenza di Renata Tebaldi stessa, e nello stesso anno venne ufficialmente accolta nel celebre roseto di Bagatelle, nel Bois de Boulogne a Parigi, alla presenza di Madame Chirac. Passeggiare tra questi fiori significa camminare dentro la storia della musica lirica e dell’identità culturale di un territorio che sa ancora parlare al cuore.
Un viaggio nei sapori
Non si può visitare la Bassa senza lasciarsi conquistare dai suoi sapori. Alla Salsamenteria Baratta, antichissima salumeria, il tempo si ferma davvero. Si pranza sulle panche di legno, ascoltando le arie verdiane diffuse nell’aria, bevendo Lambrusco o Fortana nelle scodelle, e gustando salumi stagionati, culatelli fragranti, salame, ciccioli e torte caserecce, secondo la tradizione più schietta. L’atmosfera è conviviale, autentica, genuinamente italiana.
Poco fuori dal centro, immerso nella campagna che si colora di oro e di terra, sorge La Corte degli Angeli, raffinato agriturismo e memoria vivente del cinema italiano: qui il premio Oscar Bernardo Bertolucci ambientò la maggior parte delle scene del suo capolavoro “Novecento”. Oggi è un luogo di quiete e bellezza, dove si dorme bene e ci si sveglia tra i suoni della natura. I proprietari accompagneranno visitatori e ospiti a scoprire tutti i luoghi del film.
Un’esperienza da vivere
I luoghi verdiani non sono solo testimonianza artistica: sono la porta d’accesso a una vita rurale ancora presente, fiera e viva, dove si riscoprono i ritmi della natura, l’autenticità del cibo, la gentilezza delle persone. La Bassa parmense offre una fuga romantica per chi ama la musica, ma anche per chi cerca un’Italia più vera, lontana dai circuiti turistici di massa.
Per i viaggiatori danesi — e non solo — Busseto è una meta da segnare in agenda, magari in primavera o in autunno, quando la nebbia o il sole radente rendono ancora più suggestiva la campagna. Un viaggio che è un abbraccio: tra la musica e la terra, tra l’arte e il gusto.





