Ja, Jannik! di Robin Mørensson

25 Novembre 2025
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Ja, Jannik!
di Robin Mørensson

È un periodo molto florido per lo sport italiano che, seppur a fasi alterne, negli ultimi anni ha visto conquistare diversi ori alle Olimpiadi, agli Europei di calcio, e soprattutto nel Tennis. Con la punta di diamante rappresentata proprio dall”altoatesino Jannik Sinner, primo italiano a conquistare Wimbledon.

Sinner-Alcaraz, o Italia-Spagna, con la vittoria finale di Sinner e quindi del Bel Paese. Nell’ordine: 4-6, 6-4, 6-4, 6-4. Ma sarebbe potuta andare diversamente.

Quella del campione sudtirolese è stata una scalata alla vittoria tutt’altro che semplice, che anzi si sarebbe potuta interrompere agli ottavi di finale contro Grigor Dimitrov, contro il quale perdeva 2-0 e che si è fermato per l’infortunio, e il conseguente ritiro, del bulgaro. Chissà se in caso contrario Sinner si sarebbe risollevato da solo. Ma tant’è: nello sport conta la bravura, certo, ma contano molto anche le circostanze.

Nulla che comunque tolga niente alla bravura del giocatore di San Candido, ed è proprio la finale a Wimbledon a dimostrarlo di nuovo (come se le vittorie agli Australian e US Open non bastassero). Sì, perché in quello stesso match contro Dimitrov anche Sinner si è infortunato il gomito, riuscendo nonostante questo a spuntarla nei quarti di finale contro Ben Shelton, e nella semifinale contro il controverso Novak Djokovic. E, infine, contro Alcaraz, pur non con la migliore delle premesse – come si è visto, il primo set è andato a favore dello spagnolo.

La rivalsa
Quella di Sinner è prima di tutto una rivincita contro un avversario parecchio temibile, e con il quale aveva già duellato in diverse occasioni, tutte memorabili: solo a giugno 2025, Alcaraz aveva trionfato su Sinner alla finale del Roland Garros. Una sconfitta che lo stesso numero uno al mondo aveva definito come “difficile da digerire”.

Il trionfo di Wimbledon segna un momento cruciale nella rivalità tra Sinner e Alcaraz, destinata a dominare il tennis maschile negli anni a venire. Con questa vittoria, Sinner ha messo fine a una striscia di cinque sconfitte consecutive contro lo spagnolo e ha interrotto la sua impressionante serie di 24 vittorie di fila.

Dal 2023 a oggi, Sinner e Alcaraz si sono spartiti tutti e sette i titoli Slam disputati, consolidando il loro duopolio sulla scena mondiale. Nonostante la sconfitta, Alcaraz ha mostrato maturità e positività nelle sue dichiarazioni post-partita.

Ma una rivalsa anche per l’Italia, perché nessun giocatore italiano era mai riuscito a conquistare quello che è ancora oggi il più prestigioso titolo del tennis su erba. “Quando ero giovane, parlavamo di questo sogno come qualcosa di irraggiungibile, troppo lontano da dove vengo. Ma oggi sto vivendo quel sogno. Voglio ringraziare il mio team e tutti quelli che sono venuti fin qui per questo giorno speciale. Mi date tantissime emozioni, dentro e fuori dal campo. Continuiamo a spingere per diventare tennisti migliori, ma soprattutto persone migliori.” ha dichiarato il 24enne dopo la finale.

Un rivale dalla Danimarca
Il tennis maschile di oggi e del prossimo periodo, quindi, sembra che sarà continuamente dominato dalla rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, con un duo di protagonisti forti e carismatici che non si vedeva da un po’. Ma sembra esserci un terzo polo in campo, e viene dalla Danimarca.

Holger Rune è un altro dei talenti del tennis maschile attuale, considerato l’ottavo migliore giocatore al mondo. Risultato niente male, per un ragazzo di appena 22 anni. Non si può dire però che la stagione appena conclusa sia andata nel migliore dei modi, con diverse sconfitte a partire da quella inflittagli, agli Australian Open di gennaio, proprio da un Sinner non al massimo della forma.

Per questo, il giovane danese ha scelto di ripartire dal torneo di Washington con una novità importante nel suo team. Al suo fianco ci sarà Andre Agassi, leggenda del tennis statunitense, che entra nello staff di Rune come consulente tecnico. L’obiettivo è proprio il giocatore italiano, e più in generale quello di diventare il tennista numero uno al mondo.
In una recente intervista, Rune ha anche menzionato il duopolio di Sinner e Alcaraz negli Slam. “La differenza tra loro e alcuni giocatori è molto grande, ma con altri non così tanto. Credo di non essere molto indietro; il mio livello tennistico è molto alto.” Il danese sottolinea come la costanza e la mentalità siano le vere sfide da affrontare: “Ho già dimostrato di poter battere i migliori, e questo mi dà la fiducia necessaria per credere che ci riuscirò di nuovo.”

Qualche dato
Mentre l’interesse di altri sport, come il calcio maschile, continua a calare, il tennis sta vivendo una nuova fase di splendore, attirando sempre più appassionati, interessati sia alle competizioni maschili che femminili. Numeri in crescita in Italia dove, secondo i più recenti dati FITP (Federazione Italiana Tennis e Padel) relativi al 2024 e pubblicati a giugno 2025, tennis (e padel) nel Bel Paese attirano 6,5 milioni di praticanti e 18,3 milioni di appassionati, di cui circa 7-8 secondo il report rappresentano veri e propri fan, per un business capace di generare 8,1 miliardi di euro.

Anche in Danimarca l’interesse è molto alto. Secondo la DTF (Dansk Tennis Forbund), gli associati al 2024 erano 78,308, ennesimo anno di crescita costante almeno dal 2016, quando è stato registrato il numero più basso, con un aumento di oltre 12,000 iscritti in sette anni.

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