LA QUALITÀ NON NASCE DAL NULLA

SECONDO RIE BOBERG CI SAREBBE IN ATTO UN RILANCIO DELLA CUCINA ITALIANA CHE HA ORIGINE IN DANIMARCA. GIOVANI CHEF CHE, DOPO AVER LAVORATO CON LA NUOVA CUCINA NORDICA TORNANO POI IN ITALIA CONTAMINANDONE, CON ELEMENTI NORDICI, LA GASTRONOMIA.

I danesi sono affascinati dalla cucina italiana fin dai tempi in cui Spies e Tjæreborg cominciarono a organizzare i loro viaggi al sud. E anche se i più testardi, spesso uomini, continuavano a mettere in valigia paté di fegato e pane di segale, pian piano diventarono amanti di pizza e pasta, e non solo. Oggi, anche se i due piatti nazionali continuano ad occupare il primo posto nel menù dei turisti, sono sempre di più quei danesi interessati a conoscere l’autentica cucina italiana, e la sua grande varietà di piatti.
Rie Boberg ha vissuto in Italia per molti anni e continua tuttora ad occuparsi attivamente della cultura del cibo del paese, che come dice lei “ha un valore così importante per tutti gli italiani”. « Ho cominciato ad accostarmi alla cultura alimentare italiana quando ho iniziato a produrre olio rendendomi conto di quanto tempo e fatica ci vogliano per ottenere un prodotto di buona qualità. Così pian pianino è nata in me la curiosità di conoscerne le radici culinarie più profonde » dice Rie.
A quel tempo Rie studiava francese all’università e l’Italia non era certo al centro dei suoi interessi. Poi,
l’incontro con l’artista Jørgen Boberg, che vi si era trasferito e che la invitò a fargli visita nella sua casa, lì dove Rie rimase poi per circa 30 anni.
La coppia viveva a Pietrasanta, città del nord, famosa per le sue cave di marmo, e dove risiedevano molti amici dell’artista. « Vivevamo in un appartamentino nel centro abitato ma ci mancava il sole e così decidemmo di comprare un casale abbandonato che cominciai a restaurare io stessa -racconta Rie -. Attiguo al casale c’era un piccolo uliveto di cui diventai la pioniera, non mi convinceva che gli olivocoltori della zona facessero la raccolta delle olive semplicemente lasciandole cadere al suolo. Cominciai così a frequentare corsi con altri italiani interessati a imparare come produrre un buon olio d’oliva, perchè la qualità non è una cosa che viene da sé, ha bisogno di cure. Alla fine la Regione Toscana scelse il mio, come esempio di produzione di olio speciale della regione. »
Rie Boberg pensa che ci sia stato uno scambio di cultura culinaria tra Danimarca e Italia e che alcuni
cuochi danesi siano stati ispirati dalla cucina mediterranea, introducendo il concetto di semplicità, materia prima e qualità anche quassú al nord. Fra questi Claus Meyer che fra i primi abbracciò il principio dello slow food.
Ma la ruota gira: « Io penso che in realtà attraverso la Danimarca ci sia in atto un rinnovamento della cucina italiana. La nuova cucina nordica ha rappresentato un enorme fonte di ispirazione, e molti cuochi italiani hanno lavorato da Noma e luoghi simili, » continua Rie, « i giovani assorbono molto, arrivano quassù con il loro bagaglio culturale e qui trovano tante opportunità e compiti di responsabilità che difficilmente troverebbero in Italia, dove per ottenere posizioni importanti devi avere raggiunto i 50 anni di età. Se l’Italia si rimette in piedi molti di loro torneranno a casa, apportando elementi di rinnovamento alla cucina del paese. »
« La cucina mediterranea la trovi a Napoli e in Puglia, ‘la migliore cucina italiana’, che utilizza ancora molte verdure amare, in Danimarca, si è persa la cucina amara, e i danesi ormai non l’apprezzano più » conclude Rie.
Rie Boberg fa alcuni esempi della Puglia. Il ristorante Bros nella città di Lecce, creato da due fratelli di 23 e 25 anni che hanno lavorato da Noma portando poi con sé la loro esperienza laggiù, in un contesto tutto italiano. E ancora Pietro Zito a Castelmonto dove possiede un enorme orto che si può visitare.
Rie è sicuramente entusiasta della cucina italiana: « Ma mi irrita il fatto che gli italiani siano così conservatori, in tutto il paese. Il cibo può essere fatto solo in un modo e tutti gli altri sono sbagliati. Ed è stato proprio questo diffuso conservatorismo il motivo principale che ha portato la coppia a tornare in Danimarca. » Jørgen Boberg è morto nel 2009. Da allora Rie si è laureata in lingua italiana, ora insegna e lavora come traduttrice di narrativa e guida turistica. Ha pubblicato “La mia Toscana” e “Olio d’oliva e formaggi italiani”. Rie Boberg vive in parte a Copenhagen in parte a Odsherred, dove ha creato un Convivio Slow Food ed è co-fondatore del Laboratorio della mela.

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