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“Uden kompromis” la pizza napoletana di Antonio Sticchi di Grazia Mirabelli

20 maggio 2018
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“Uden kompromis” la pizza napoletana di Antonio Sticchi
di Grazia Mirabelli

Il libro di Antonio Sticchi più che un ricettario è un diario di vita, omaggio a presenze familiari che hanno contribuito a fare di lui quello che è oggi. Attraverso i ricordi, il libro fa emergere i motivi che dalla bella Napoli hanno condotto Antonio quassù al nord, aneddoti di una vita da sempre scandita dalla passione per la buona cucina, la pizza napoletana in particolare.

“Sono stato il primo qui in Danimarca ad ottenere nel 2015 la certificazione dell’Associazione Vera Pizza Napoletana e ne sono orgoglioso. L’associazione si batte per tutelare nel mondo l’immagine della pizza verace, quella fatta nel rispetto delle regole dettate dalla tradizione a difesa di un prodotto fedele, che utilizza solo ingredienti italiani di prima qualità e ne rispetta i dettami della certificazione europea STG, Specialità Tradizionale Garantita. Mi sono sentito subito attratto da questi principi, gli stessi che accompagnano ogni giorno il mio lavoro nella Pizzeria STICCHI’s ad Aalborg. Rispetto della tradizione e senza compromessi.”

Ed è proprio “Uden kompromis” il titolo del libro di Antonio, un incontro confidenziale con le ricette del cuore che, a dispetto della distanza di migliaia di chilometri, Antonio riesce a realizzare nella versione originale, e senza nessun compromesso.
Nato a Pozzuoli, a pochi passi da Napoli, Antonio conserva ancora tra i suoi ricordi il profumo della cucina di casa e del pesce fresco, insieme all’immagine rumorosa delle tante bancarelle del quartiere, dove poter ritrovare in qualsiasi momento cibo di strada della tradizione storica napoletana.
“La pizza è il filo conduttore che da Napoli mi ha portato ad Aalborg e resta tuttora per me un punto fermo. Attraverso pizza e cucina napoletana ho realizzato le mie giornate, in quello mi riconosco, come da bambino, quando ancora piccolo cominciai ad apprezzare la buona tavola e le ricette di mia madre. Andare a scuola invece mi interessava poco, con grande disperazione di mia nonna”.
Antonio appartiene a quell’universo di piccoli imprenditori che sulla propria pelle, e con tanti sacrifici si battono ogni giorno per far conoscere la differenza tra un prodotto commerciale e uno realizzato con cura e rispetto della materia prima. Un Made in Italy su campo, semplice e schietto, ma che niente ha da invidiare a qualsiasi strategia di mercato .
–“Vorrei poter contribuire ad educare i consumatori danesi a prendere le distanze da tutte quelle pizzerie che in malafede si impossessano dell’identità italiana per rifilare ai loro clienti un prodotto di pessima qualità”.
Ma cosa cambia oggi per la pizza napoletana nel mondo, cosa porterà di nuovo questo riconoscimento UNESCO?

“La scelta di UNESCO sta riportando, in Italia e nel mondo, le persone al concetto di pizza verace, risvegliando in loro il piacere di gustare una specialità antica, fatta di ingredienti semplici e di tanta passione, così come vuole la tradizione”.

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