Cercando il sole: danesi a Badolato di Giuliana Holm

16 luglio 2018
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Cercando il sole: danesi a Badolato 
di Giuliana Holm

Badolato è una perla incastonata nella costa degli Angeli in provincia di Catanzaro. Lí oggi si è stabilita una piccola comunità di danesi, i migranti del sole, a cui Il Ponte ha fatto qualche domanda sull’esperienza italiana.

Il paese è accogliente e suddiviso in due, Badolato Marina con circa 3000 abitanti, e Badolato Superiore, a 250 metri sul livello del mare, che ancora oggi conserva tutta la magia di un tempo.
Negli ultimi anni la parte antica, borgo medioevale ormai quasi abbandonato, si è ripopolata grazie al contributo di italiani, americani, inglesi, svedesi che hanno acquistato a buon prezzo case per le vacanze, poi ristrutturate, ed in cui vivono oggi circa 150 persone.
Dal 2008, a Badolato Marina in un villaggio a circa 500 metri dalla spiaggia, si sono stabilite anche un centinaio di famiglie danesi.

Il progetto di Villa Collina
La famiglia Weihrauch di Bagsværd, è composta da papà Morten, impiegato nel settore dei trasporti, mamma Heidi contabile, e le due figlie Christina di 18 anni che frequenta la 3° liceo e Maria, di 15 anni all’ultimo anno della scuola dell’obbligo.
Era il 2006 quando Morten, cercando casa al sud, fu attratto da un articolo che parlava di un progetto di costruzione a Badolato dove stavano costruendo 100 ville da assegnare a danesi e 20 per italiani a prezzi ragionevoli.
“In quegli anni l’economia andava piuttosto bene- racconta Morten- e si poteva facilmente ottenere un prestito dalla banca”. Cosí tutti i danesi interessati furono invitati a partire in avanscoperta per Villa Collina. “In quell’occasione incontrammo molte delle famiglie danesi, che sarebbero diventate poi nostri vicini di casa e amici- ricorda Heidi-”.
Tra questi la soldata Dorthe Nygaard Rasmussen di Silkeborg, in Jutlandia, che ha da poco compiuto 60 anni, di cui 40 vissuti come ufficiale dell’aereonautica militare e che in pensione dal primo aprile, con il marito Fritz ha deciso di trasferirsi a Badolato fino a tutta l’estate.
“Anch’io e mio marito Fritz avevamo in progetto di comprare una casa al sud e c’innamorammo a prima vista di Badolato- ricorda Dorthe- se ti piace una località incontaminata dal clima mite, con la spiaggia e una splendida veduta tra colline e mare, se apprezzi il buon cibo e vino e la qualità della vita, Badolato è il posto giusto dove poter trovare la pace dell’anima e rilassarti, oppure scegliere di unirti alle molte attività organizzate durante primavera e estate.”

La forza della comunità danese, gli scambi culturali e la mafia
“A Villa Colllina ci sono delle aree in comune, come il campo da tennis, la piscina, la spiaggia e l’ufficio per i servizi, dove si parlano entrambe le lingue- continua Heidi- si organizzano anche molte attività collettive, ad esempio i tour dei vini e i barbecue party, e due o tre volte all’anno eventi italo-danesi in cui ci invitiamo reciprocamente, per esempio a una cena a base di cinghiale o a un pranzo tipico danese. Ma si creano anche eventi al di fuori del villaggio, ed alcuni abitanti della Jutlandia hanno invitato una squadra di pallavolo italiana nella città di Aarhus, mentre la comunità di Badolato ha invitato la squadra danese. Certo che- concordano i Weihrauch-una comunità di 100 famiglie danesi costituisce la nostra forza, in particolare nelle situazioni in cui dobbiamo essere uniti per esempio contro la mafia locale a cui , secondo alcuni, andrebbe parte dell’importo pagato dalla comunità di Villa Collina, per coprire il pizzo”.

Tra ospitalità e difficoltà di comunicazione
L’ospitalità del paese è indiscutibilmente quella tipica dell’Italia meridionale. Purtroppo però il vero ostacolo è la lingua, che Heidi sogna di imparare per poter parlare con la gente del posto. “Perché la lingua è importante, specialmente in casi di emergenza- racconta Morten- come l’estate in cui decisi con Heidi di percorrere in macchina un tratto del fiume, di solito prosciugato d’estate, ma sfortunatamente dopo poco ci ritrovammo nell’acqua. Una persona del posto ci notò e nonostante le sue belle scarpe eleganti non esitò a bagnarsi subito per cercare di aiutarci e chiamò anche un suo amico che dopo poco arrivò con un pic-up e ci trainò fuori dai guai senza richiedere nessun compenso! Ma l’esperienza più grande- continua Morten, fu quando per il mio compleanno e quello di Heidi decidemmo di invitare un gruppo di amici dalla Danimarca e nell’incantevole località di Soverato Superiore il proprietario dell’osteria “Il Frantoio” organizzò per tutti noi una festa sontuosa e indimenticabile”.

Curiosi approcci tra danesi e gente del posto
Il primo approccio di Dorthe con gli autoctoni risale a circa 11 anni fa e fu molto particolare.
“La gente del posto non era abituata a vedere stranieri e tutti ci guardavano come fossimo degli alieni!” Dorthe rammenta ancora quando vide il cameriere di un ristorante servire agli ospiti dei piatti appetitosi, anche lei voleva qualcosa di simile e a gesti gli fece capire che cercava un menu. Ma il cameriere scosse la testa, non c’era nessun menu, e dato che lei sapeva solo dire “spaghetti con salsa di funghi” quello le fu servito. “Fortunatamente erano deliziosi!”conclude Dorthe.

Altro episodio curioso dei primi tempi fu quando, attraversando le montagne dove il GPS non era ancora diffuso e non c’era nessuna indicazione stradale, si persero più volte, ritrovandosi tra capre e pastori. Alla fine, con grande gioia di Fritz, trovarono una insegna purtroppo però completamente bucata da colpi di pistola: era stata usata come tiro al bersaglio!

Integrarsi a Badolato
Dorthe, che è anche una sub, ha scoperto un club subacqueo a Stilo, a 25 km da Badolato,
e nonostante l’ostacolo della lingua è riuscita a fare amicizia con l’istruttore, una donna sulla quarantina, e con le sue due figlie. Dopo essersi accordate per un’immersione, mamma e figlie sono passate a Badolato a prendere Dorthe e insieme si sono divertite per tutto il giorno, per poi riaccompagnarla a casa, dopo essersi rilassate un po’ al bar. “Mi hanno fatto sentire parte della famiglia, qui a Badolato le persone sono veramente ospitali!”

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