Appunti di Grazia Mirabelli – La magia della dodicesima notte…

3 Gennaio 2020
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La magia della dodicesima notte dopo il Natale, quella tra il 5 ed il 6 gennaio, conserva immutato tutto il fascino dell’antica credenza popolare. La Befana, vecchina che dispensa doni, è una tradizione radicata in molti popoli e in diverse culture del passato. Così come è arrivata ai nostri giorni quella vecchietta, vestita di stracci, è ciò che resta di un insieme di tradizioni, costumi, usanze, consuetudini, ma anche riti pagani e cerimonie propiziatorie, che nei secoli si sono stratificati e che la religione cristiana ha raccolto. La notte dell’Epifania, dal greco antico manifestazione, presenza divina, apparizione di Gesù Bambino all’umanità, nella scena della nativitá era rappresentata dalla visita dei tre Re Magi, mentre nella leggenda di matrice cristiana si arricchisce fino a prendere le forme di una vecchietta che vola sulla scopa per portare doni a tutti i bambini buoni. Si racconta infatti che in una freddissima notte d’inverno, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, in cammino verso Betlemme per fare omaggio di oro, incenso e mirra a Gesù Bambino ebbero difficoltà a trovare la strada.

Allora bussarono alla porta di una casa per chiedere indicazioni e per disobbligarsi invitarono la vecchina a andare con loro ma, nonostante le loro insistenze la vecchietta rifiutò. Quando i Re Magi se ne furono andati la Befana si pentì di non averli seguiti, preparò un sacco pieno di dolci ma non riuscendo a trovarli iniziò a bussare a tutte le porte, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

Ancora oggi quella vecchietta magica e un po’ bruttina, continua ad essere amatissima dai bambini, che in cambio di dolciumi e leccornie le perdonano di portar via con sé tutte le festività natalizie!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
col vestito alla romana:
Viva viva la Befana!

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