L’Arte di Brunella, fra emozione e terapia, per ricucire le ferite a cura di Grazia Mirabelli

25 Febbraio 2022
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L’Arte di Brunella, fra emozione e terapia, per ricucire le ferite
a cura di Grazia Mirabelli

Incontro Brunella nella sua bella casa al centro di Copenaghen. Un ambiente predisposto all’accoglienza, in cui respirare empatia. Mi accolgono due occhi densi, vivaci e carichi che contengono tanti mondi. Intravedo più donne in lei, la più esposta, una padrona di casa perfetta, ospitale e tenera che mi apre il suo mondo incondizionatamente, che mi abbraccia con il suo affetto, offrendomi il cibo più genuino. L’altra, nascosta e fragile, intorno a cui si percepisce un’aurea di cose non dette, troppo grandi perché diventino banale conversazione. Un segreto ingombrante guadagnato a fatica, attraverso le bufere della vita, e senza mai certezza di arrivare dall’altra parte.

Sulla tavola un’allegra varietà di ciotole di tante forme e dimensioni, ciascuna unica ed esclusiva, modellata dalle mani stesse di Brunella, originaria di Napoli, approdata in Danimarca 16 anni fa per amore. Quello stesso amore che sotto varie forme continua a governare tutta la sua vita, portandola a fare scelte obbligate, a spostarsi più volte negli anni, per poi stabilirsi definitivamente a Copenaghen.

E non a caso proprio su quella tavola, che campeggia nell’ampia cucina, accogliente e piena di cose in armonia tra di loro a scandire un ritmo familiare quotidiano, si esibiscono quelle tante ciotoline colorate. Oggetti preziosi che hanno un grande posto nella vita stessa di Brunella e che scopriremo poi essere piccoli capolavori creati dalle sue mani frenetiche. Mani che hanno, improvvisamente e con prepotenza, sentito la necessità di impastare, plasmare, creare forme, trasferendo energie, quasi ad avere il controllo sulle cose.

“Fin da piccola amavo lavorare con le diverse materie e modellarle – racconta Brunella – ma nel 2007 ho cominciato a sentire il bisogno di dare voce al sommerso della mia anima, al dolore per mio figlio nato con un handicap, dolore che mi soffocava, esplodendo in me prepotentemente. Tutte le aspettative per quel mondo colorato, che avevo sognato di condividere con lui erano andate in frantumi in un attimo, per lasciar posto ad una pena incommensurabile per me stessa prima, ad una energia indescrivibile poi. Andavo realizzando che non sarei stata solo sua madre, ma la sua stessa Voce, che avrei dovuto essere, vivere, lottare, resistere con lui e per lui, e proteggere il suo essere fragile.

Un bisogno di comunicare – non con le parole – ma attraverso lo sguardo e la materia. Volevo spostare l´attenzione da quel dolore alla visione di possibili traguardi, volevo essere accolta e vista.

Cosa contengono realmente di te quelle forme concave, cosa trasferisci in quei contenitori che puoi scrollarti di dosso aiutandoti a guadagnare un po’ di leggerezza…
Da una prospettiva personale le mie opere contengono i miei sogni, i desideri, e la mia caparbietà nel voler plasmare, cambiare e ridefinire in meglio ciò che della vita non mi piace, ciò che nella vita mi ha ferita.

La fragilità della porcellana con la sua sottile trasparenza é “l´anima pura” che impasto con il cobalto, immaginando di avere infinite possibilitá di generare vita nuova, senza alterazioni cromosomiche negative.

Allo stesso tempo però la porcellana è legata a un uso quotidiano. Proprio questo aspetto delle mie creazioni mi piace, i miei oggetti contengono bellezza e utilità insieme, e nel loro piccolo sono una forma d´arte accessibile a tutti.

Il mio stile è una sintesi personale di diverse tecniche utilizzate nei vari periodi storici. Prende spunto tra l´altro dalla tecnica dell´intarsio sorrentino, e si ispira alle tecniche ebanistiche italiane e ai lavori in alabastro e marmo che abbiamo nelle nostre chiese in Italia. In questo modo il mio lavoro riporta in superficie anche le mie radici, creando un filo conduttore con il mio essere italiana.

Il Natale è un momento di grande ispirazione per affidarsi alla creatività e quest´anno per la prima volta ho lavorato ad una serie di oltre 300 pezzi per il mio “mercato di Natale”. Sono forme classiche di fantasia natalizia, per la decorazione dell´albero, ma non solo. Ogni pezzo è unico, lavorato e decorato a mano in porcellana bianchissima con quel blu cobalto che per me rappresenta una nostalgia per il cielo e il mare italiano.

I tuoi lavori hanno destato interesse ed apprezzamento da parte di artisti come Ai Weiwei e Shirin Neshat e gallerie d´arte come Sabsay, Faurschou Fondation, Copenhagen Contemporary e Brandtebjerg Kunsthal…
È stato motivante, ma anche una bella emozione essere apprezzata da artisti e galleristi di questo calibro e vedere che le mie porcellane prendevano il volo per così alti orizzonti.
Attualmente ci sono poi i prodromi per una collaborazione con “Augustenborg_Project”, galleria già apprezzata, nonostante sia nata da poco nel panorama d´arte scandinavo, e anche questo mi appaga molto.

Arteterapia, oggi se ne parla molto…cosa ti ha dato?
L´arte è un mondo tutto a sé in cui conta una sola cosa, creare, manifestando una espressione di bellezza. Ogni opera é la sua stessa ragione di essere.

Io posso permettermi di giocare con l´arte, affidandole tutte le mie energie, osando oltre “il limite”, scrollandomi di dosso quelle responsabilità assolute, troppo incombenti nella mia vita di ogni giorno.

Nello stesso tempo l’arte procura gioia e cura l’anima. Nel mio caso mi permette di astrarmi, appartarmi, mettermi al sicuro, anche solo per qualche ora, in un universo tutto mio, scandito da regole ”altre” rispetto al resto del mondo.

www.BrunellaLombardi.com
www.instagram.com/lombardibrunella

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