BERGAMO, la Provincia Europea con il maggior numero di DOP CASEARIE

3 Dicembre 2022
Comments off
127 Views

BERGAMO, la Provincia Europea con il maggior numero di DOP CASEARIE
“Dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo”.

Bergamo è terra di storia, arte, musica, cultura, natura: un patrimonio “geniale” valorizzato dalla passione di chi lo ha quotidianamente custodito e valorosamente tramandato.
Anche nei formaggi. In Italia esistono 50 indicazioni di origine casearia (DOP e IGP). A Bergamo ve ne sono ben 9: nessuna provincia italiana, né europea può vantare un simile primato.
Alcuni più conosciuti come il Grana Padano, il Taleggio, il Gorgonzola, il Provolone Valpadana ed il Bitto, altri tutti da scoprire come il Salva Cremasco, il Quartirolo Lombardo, lo Strachitunt, il Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana.

Un sapere antico di secoli, quello dei Bergamini- transumanti orobici, che hanno saputo curare la qualità del latte attraverso la capacità di gestire gli alpeggi e le casere di fondovalle. Hanno sviluppato un’abilità unica al mondo nel lavorare il latte creando, con manualità e saggezza, una varietà straordinaria di formaggi di paste le più diverse e sempre eccellenti. I bergamini, esperti casari, hanno saputo insegnare e diffondere la loro conoscenza in tutta la Lombardia, in Piemonte, in Veneto fino all’Emilia Romagna, diventando protagonisti della nascita e dello sviluppo dell’industria casearia italiana tra le più prestigiose nel panorama mondiale.

Si tratta di un rarissimo fenomeno di diversificazione ed espertizzazione casearia, ereditata da abili casari, che continuano a lavorare come secoli addietro quel puro latte di montagna, frutto dell’allevamento vaccino e caprino portato avanti dalle centinaia di piccole e medie aziende agricole. Aziende, per la stragrande maggioranza a conduzione familiare, che resistono su un territorio difficile come quello alpino che è agli antipodi rispetto a grandi allevamenti intensivi di pianura: ciò comporta tutti gli svantaggi produttivi, ma anche tutti i vantaggi in termini di genuinità del prodotto e soprattutto la creazione di posti di lavoro in aree disagiate e ad alto livello di spopolamento.

Nel 2019 Bergamo, è entrata a far parte della Rete delle Città Creative Unesco per la Gastronomia, anche grazie ai formaggi delle Cheese Valleys.
Il pascolo sulle Alpi orobiche ha origini antichissime. Iscrizioni rupestri recentemente venute alla luce raccontano infatti di passaggi e di scambi tra il versante valtellinese e quello brembano già in età preistorica.
Le orobie sono da sempre l’epicentro della produzione degli stracchini, tipologia casearia che si è estesa a tutta la Lombardia e in tutta Italia, grazie alla transumanza degli allevatori-casari orobici costretti per secoli a svernare in pianura.

Ma non è tutto… Bergamo si configura oggi come una città in grado di accogliere e offrire numerosi servizi ai suoi visitatori, inserendosi nel sistema infrastrutturale italiano e internazionale con collegamenti veloci grazie all’Aeroporto Internazionale Il Caravaggio.

Chiediamo a Francesco Gubert, agronomo ed esperto di formaggi, quali siano le origini di questa ricchezza casearia. “Come diceva Italo Calvino, dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo. Il formaggio è il risultato di una combinazione irripetibile e difficilmente controllabile di pascolo, animale, manualità, tradizione, tempo, stagionatura. Il territorio delle Cheese Valleys offre non solo verdi e cieli diversi, legati alla diversità del territorio, ma anche una stratificazione storica di saperi unica ed inimitabile, che in ogni valle, in ogni località assume sfumature proprie, dando vita a prodotti diversi che esprimono l’adattamento dell’uomo alle specificità dei luoghi. Formaggi, dunque, che nascono da un latte vivo, “verde”, ma che concentrano in sé i saperi e i sapori della storia delle Orobie.”
L’Associazione Formaggi Principi delle Orobie (FPO) è stata costituita nel 2015 dopo un’incubazione nell’ambito della Fiera di San Matteo di Branzi per valorizzare al meglio le sette produzioni di documentata storicità realizzate nelle provincie di Bergamo, Sondrio e Lecco nell’area delle Orobie, e le risorse culturali, ambientali, umane di cui questi formaggi sono espressione.
Nel contesto di valorizzazione del patrimonio delle Cheese Valleys, si collocano numerosi progetti volti a far conoscere la ricchezza di produzioni agroalimentari e casearie sia agli operatori sia al consumatore finale.

Forme – Bergamo Capitale Europea dei Formaggi è un progetto di valorizzazione e promozione a livello internazionale dell’intero comparto lattiero-caseario delle Cheese Valleys e non solo.
Quattro giorni di iniziative, mostre-mercato, laboratori e incontri con appuntamenti dedicati agli addetti ai lavori e al pubblico nella spettacolare cornice della Città Alta e al polo fieristico.
Fiore all’occhiello dell’edizione 2019 sono i World Cheese Awards, gli Oscar dei formaggi, che per la prima volta in Italia ha premiato i migliori tra i 3.472 formaggi di oltre 2.500 aziende produttrici provenienti da 41 paesi. B2Cheese, fiera nazionale lattiero-casearia, alla sua seconda edizione, non poteva che nascere nel cuore di una provincia dalle

infinite suggestioni e con un primato nel settore.

Tra le varie eccellenze bergamasche non si può non parlare del Branzi, uno dei più antichi e tipici formaggi delle Orobie, che prende il nome dal paese dell’alta valle Brembana, in provincia di Bergamo, in cui la produzione tradizionale è nata. Avveniva che i malgari, trasferitesi con le loro mandrie dalle stalle dei monti e della pianura sugli alpeggi dell’alta valle del fiume Brembo, convogliavano nelle casere di Branzi i formaggi da loro prodotti in quota. Così in autunno, alla discesa dei bergamini, la fiera di S. Matteo attirava in paese i commercianti della regione.

Comments are closed.