Pulcinella si racconta ai bambini danesi grazie alle parole e alle illustrazioni di Karin Halborg a cura di Emma Fenu

14 Luglio 2023
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Pulcinella si racconta ai bambini danesi grazie alle parole e alle illustrazioni di Karin Halborg
a cura di Emma Fenu

“Pulcinella e l’uovo che non voleva schiudersi” è una storia illustrata di Karin Halborg, rivolta principalmente ai bambini per stimolarne l’empatia, e agli adulti, per lo stesso motivo, anche se con questi ultimi il compito è più arduo.

La narrazione ci conduce subito in un luogo con due connotati: la lontananza e il sole cocente. Siamo a Napoli dove Pulcinella si esibisce in piazza con le sue performance, ma non ha un amico ed è schernito perché è brutto, definito simile ad un avvoltoio.

A questo punto, un colpo di metateatro: un teatrino di burattini con Pulcinella e… un uovo d’oro.

Per noi è chiaro il riferimento alla leggenda di Castel dell’Ovo, dove Virgilio nascose, perché da esso dipendono fortune e sciagure, l’uovo di Partenope, che la sirena depose prima di spirare.

Tuttavia, in questa avventura, Pulcinella trova l’uovo, nascosto nella cantina del famoso castello, e per farlo schiudere e conoscere il suo amico è disposto perfino a raggiungere il nord e il sole di mezzanotte, affinché il calore induca il piccolo abitante a bucare l’uovo. Dopo mirabolanti avventure, l’uovo si schiude: era necessario solo il tempo, così come il tempo e la cura sono necessari per accogliere un amico e rispettarne la diversità.

Ho molto apprezzato la storia, corredata da bellissime illustrazioni: è un messaggio forte e non banale. Pulcinella è il simbolo del napoletano che ben conosce l’arte di arrangiarsi, che sa ridere ma non nasconde una vena malinconica, come tutti i pagliacci. La maschera è la sua diversità e identità e, anche quando la toglie, per rinnegare sé stesso nel desiderio di omologarsi, nessuno lo vede o gli rivolge la parola.

Si fa presto sera, le strade si svuotano, le finestre delle case si illuminano, ma nessuno invita Pulcinella, solo e infreddolito, in casa. I danesi sono consapevoli della bellezza di una vita hygge, ma anche dei suoi lati scuri, per chi non ha niente e nessuno: sono consapevoli che la società occidentale è individualista e anche in Scandinavia si è perso il piacere dell’attesa e del rispetto della sacra ciclicità del nascere e del morire di Madre Natura.

Ho scritto madre? Beh, era impossibile non arrivare al tema dell’accudimento da parte di una figura come Pulcinella, con volto maschile e corpo femminile dalle forme abbondanti. L’accudimento, la morbidezza di un abbraccio e il calore dell’amore non hanno sesso, latitudine e cultura: sono universali. Quelle leggi universali che i bambini ben conoscono e che gli adulti, talvolta, dimenticano.

Ho il piacere e l’onore di rivolgere due domande all’autrice di “Pulcinella e l’uovo che non voleva schiudersi”, edito da Skriveforlaget nel 2022.

Come ti sei avvicinata al personaggio di Pulcinella?
Ho visitato Napoli innumerevoli volte con mio marito, e quello che mi ha sempre affascinato di Pulcinella è il fatto che la sua immagine è una costante nelle vie partenopee e specialmente nel centro storico. Pulcinella è onnipresente, ma, nonostante ciò, non si riesce mai a conoscerlo a pieno a causa della maschera perché il suo viso non viene mai ritratto senza, non esiste Pulcinella senza la maschera perché lui è la maschera. Ma la maschera è brutta ed io immagino che lui ne soffra in quanto gli rende la vita difficile.

Un’altra cosa che mi affascina di Pulcinella è la sua strana relazione con l’uovo. Il naso della sua maschera sembra un becco e lo fa sembrare un uccello. Lui è nato da un uovo ed il suo nome vuol dire “piccolo pulcino”. Ma nella realtà è un po’ un uccello, e fino a che punto è un uccello? Da dove proviene la sua tendenza ad essere un uccello? Questo mi ha sempre affascinato di lui ed ha ispirato la mia storia.

Ti piacerebbe che il tuo libro venisse tradotto in italiano e arrivasse nelle case, presentando ai piccoli le avventure di Pulcinella in un posto lontano, lontano e freddo e freddo, dove il sole di mezzanotte splende senza sosta?
Mi piacerebbe molto, trovo affascinante l’idea che il libro sia tradotto in lingua italiana. Sarei contenta ed onorata se la mia personale interpretazione di Pulcinella potesse interessare ed attrarre anche i bambini italiani.

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