Il console Buzzoni

13 Aprile 2024
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Il console Buzzoni:
la nostra, una collettività che onora appieno il proprio Paese e le proprie origini con impegno e successo, riscuotendo stima e simpatia presso i danesi

Il Ponte ha incontrato Rudy Buzzoni, Console d’Italia in Danimarca, per commentare insieme la fotografia della nostra collettività che ogni anno va aggiornandosi. In termini di nuovi arrivi, di numeri AIRE in crescita, ma anche di incremento nascite di cittadini italiani su territorio danese.

Cosa dire della nostra comunità dal 2021 ad oggi, quali sono gli aggiornamenti nei numeri?
Il trend in crescita della nostra comunità prosegue da anni a ritmi sostenuti e non ha conosciuto significative battute d’arresto nemmeno negli anni 2020 e 2021, segnati dalla pandemia e dalla conseguente diminuzione degli spostamenti internazionali, trend andato rafforzandosi ulteriormente a partire dal 2022. A fine 2021, la collettività italiana contava poco meno di 12.000 connazionali; oggi, ammonta a 16.980 connazionali, numero comunque in aumento dato il congruo numero di richieste di iscrizione ricevuto nel frattempo ed in corso di trattazione. Abbiamo di fatto, ormai ampiamente superato le 17.000 unità. Non si può d’altronde negare come la recente introduzione di una linea più rigida nei confronti delle mancate iscrizioni all’AIRE stia avendo un impatto considerevole al riguardo.

A proposito di AIRE, cosa è cambiato dal 1° gennaio?
La Legge di Bilancio 2024, entrata in vigore lo scorso 30 dicembre, ha introdotto misure più severe per chi, spostando anche solo di fatto la propria residenza all’estero, non ottemperi all’iscrizione all’AIRE. L’obbligo di iscrizione esiste in realtà da tempo e rappresenta un preciso dovere del connazionale residente all’estero, nonché un presupposto fondamentale per l’accesso ai servizi consolari.
Ricordo in proposito che i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi, devono presentare domanda di iscrizione entro 90 giorni dalla data di espatrio. L’obbligo ricade anche sui cittadini italiani nati all’estero (minori inclusi), il cui atto di nascita sia stato trascritto in Italia, nonché su coloro i quali abbiano acquisito la cittadinanza italiana ma vivono stabilmente all’estero.
La nuova normativa, inasprendo le sanzioni per chi non ottemperi, pone ora direttamente in capo ai Comuni italiani la facoltà di erogare una sanzione che va da un minimo di 200 Euro fino ad un massimo di 1.000 Euro, a persona, per ogni anno di mancata iscrizione all’AIRE, fino ad un massimo di 5 anni.
La sanzione così modificata, da notare, non ha valore retroattivo. Essa non si applica pertanto a chi è già iscritto AIRE da una data antecedente all’entrata in vigore della nuova legge, anche nell’ipotesi in cui l’iscrizione sia stata successiva al trasferimento effettivo e dunque ci fossero anni teoricamente sanzionabili.

A cosa sono dovute le mancate iscrizioni?
Possono esservi molteplici motivi, non necessariamente legati ad una precisa volontà di aggirare norme e vincoli fiscali. Di certo, anche in base a quanto ci viene riferito, interagendo con l’utenza, vi è tuttora una discreta percentuale di cittadini che non solo ignorano l’obbligatorietà dell’iscrizione, ma l’esistenza stessa dell’AIRE.

Ciò malgrado la presenza sui siti istituzionali di precise e puntuali indicazioni in merito. Un altro fattore, assai diffuso, è l’erronea convinzione che le autorità danesi, al momento di registrare la residenza di un nuovo arrivato, comunichino i dati al competente Consolato. Ciò non avviene, così come non avviene quando semplicemente si cambia indirizzo. Ragion per cui reitero l’invito a comunicarci sempre, con solerzia, ogni cambiamento di residenza: è un elemento importante da ricordare in quanto consente all’Ambasciata di assistere i connazionali in vari casi, compresi quelli sanitari (persone sottoposte in Italia a determinate cure e terapie o che assumono farmaci non sempre reperibili o agevolmente prescrivibili in Danimarca) e quelli in cui occorra provvedere a comunicazioni urgenti.

A cosa attribuire l’aumento del flusso migratorio, cosa offre oggi la Danimarca a un italiano che decida di andare via dall’Italia, e qual è il profilo dei nuovi arrivati?
Malgrado la Danimarca non sia inclusa tra le terre di emigrazione nel senso tradizionale del termine, il costante afflusso, soprattutto di giovani altamente qualificati, e le opportunità professionali che il Paese può offrire la pongono oggi tra le mete più gettonate, anche per gli studenti. Una “terra di realizzazione”, più che di emigrazione in senso stretto.
La nostra comunità esula difatti dall’immagine consolidata del migrante. Oltre il 50% dei nuovi arrivi, stando ai titoli di studio dichiarati, è in possesso di una laurea, molte delle quali provenienti da studi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), talenti che trovano la propria realizzazione in settori d’avanguardia quali ingegneria meccanica, biotecnologie, energie rinnovabili, etc. Tanti sono anche gli studenti ed i ricercatori; tra questi, vi sono giovani che scelgono le università danesi per completare il loro percorso formativo, penso in particolare a CBS e DTU, ma non solo. Al termine del loro percorso universitario, molti di essi scelgono di restare, poiché in Danimarca è più agevole l’inserimento nel mondo del lavoro.
Non va sottovalutata nemmeno la presenza di coloro che trovano una collocazione in ambiti più tradizionali quali il turismo e la ristorazione, favoriti dall’eccellente reputazione italiana in tali settori. Nel complesso, una collettività che onora appieno il proprio Paese e le proprie origini con impegno e successo, riscuotendo stima e simpatia presso i danesi. Sul totale dei connazionali finora registrati, i tre quarti vivono a Copenaghen e nella Regione della Capitale, meta favorita per la maggiore vivacità lavorativa e culturale, ma comunità più ridotte sono presenti anche ad Aahrus, Aalborg e Odense. L’età media è nettamente più bassa rispetto ad altre collettività italiane nel mondo, il che è comprensibile ove si pensi che si tratta per la maggior parte di un’immigrazione recente.

Prevale la fascia d’età intermedia, tra i 31 ed i 50 anni, seguita da quella giovanile (18-30 anni).
Un dato significativo, in controtendenza rispetto al dato nazionale ed a quello di numerosi Paesi europei, è relativo al numero di nascite: nel corso del 2023, più di 250 neonati italiani hanno visto la luce in Danimarca.

Un dato ragguardevole, se raffrontato al numero complessivo di connazionali presenti.
Appare infine in crescita la presenza di connazionali provenienti da altri Paesi, America Latina in primis.
Pur se decisamente ben integrata, la nostra collettività non comunque ha smarrito le proprie radici. Il mantenimento di vivi e forti legami con l’Italia ed i luoghi di origine è certamente favorito dal permanere di vincoli familiari, dalla relativa vicinanza geografica nonché dalla tecnologia, che permette di conservare non solo contatti, ma anche cultura, abitudini e stili di vita (anche alimentari).

Il 2024 sarà un anno elettorale…
Esatto, ed è una delle ragioni per cui invito una volta di più i connazionali ad aggiornare la propria posizione AIRE. Gli aventi diritto al voto riceveranno difatti il proprio certificato elettorale tramite lettera raccomandata dal Ministero dell’Interno, inviata sulla base degli indirizzi presenti nelle schede anagrafiche. Contrariamente alle elezioni politiche ed ai referendum, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo si voterà in appositi seggi, che istituiremo sia nella Capitale (per Region Hovedstaden e Region Sjælland) che ad Aahrus (per Syddanmark, Midtjylland e Nordjylland).
Segnalo inoltre l’opportunità, per gli elettori italiani che si trovano temporaneamente in Danimarca per motivi di lavoro o di studio, nonché per i loro familiari conviventi, di poter essere ammessi al voto, presentando apposita domanda entro il 21 marzo, secondo le modalità che potranno trovare meglio
descritte sul sito dell’Ambasciata, che vi invito a seguire per ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane. Fin d’ora, attiro l’attenzione sulla necessità di evitare il doppio voto. In base alle norme comunitarie, l’elettore può scegliere se esercitare il diritto di voto nello Stato membro di residenza o nello Stato membro d’origine, ma nessuno può votare più di una volta nel corso della medesima tornata elettorale.

Lasciamo il Console Buzzoni con un caloroso ringraziamento per la sua grande disponibilità. I numeri che ci ha fornito lasciano ancora una volta un’immagine del tutto incoraggiante della presenza italiana in Danimarca. Agile, snella e spesso giovane, che ha scelto di andare via dal proprio paese ma in grado di lasciare il segno al proprio passaggio. Una traccia fatta di genialità e competenze e che, pur se con un po’ di rammarico nel vederla andar via, aggiunge lustro all’Italia.

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