Premi Oscar a Palazzo Chigi. Si discute della riforma del cinema.

20 Marzo 2016
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Dal regista La Vita e Bella a quello de L’ultimo Imperatore, passando per l’autore di Nuovo Cinema Paradiso a quello de La Grande Bellezza. Renzi convoca le eccellenze italiane.

bernardo-bertolucci-144951lIl Cinema ha poco più di cento anni ma fino a poche settimane fa solo una legge del 1949 lo regolamentava. Recentemente il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge a firma del Ministro alla Cultura Dario Franceschini che introduce interessanti novità, soprattutto economiche. Il 2017 vedrà la nascita del Nuovo Fondo Cinema e Audiovisivo che destinerà diversi milioni di euro per la produzione cinematografica. Parte del nuovo Fondo Cinema sarà annualmente riservato al sostegno di opere prime e seconde di giovani autori. Previste anche formule di agevolazione fiscale per le imprese che investono nel cinema. Sarà premiato anche chi intende recuperare sale cinematografiche storiche, che necessitano di restauri, o chi ne apre delle nuove. La novità più rilevate sta forse nell’istituzione del Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolgerà attività di elaborazione delle politiche di settore. Sarà composto da 10 membri di alta competenza ed esperienza e dai rappresentanti delle principali associazioni. Per illustrare tutti questi aspetti del decreto legge, il Ministro Franceschini e il Presidente del Consiglio Renzi hanno ricevuto lo scorso 28 gennaio a Palazzo Chigi quattro premi oscar italiani alla regia (foto): Giuseppe Tornatore, il padre di “Nuovo Cinema Paradiso”, Paolo Sorrentino che recentemente ha fatto conoscere Roma al mondo con “La Grande Bellezza”, Roberto Benigni a cui si deve quello straordinario racconto dell’olocausto che è “La vita è bella” e Bernardo Bertolucci il nove volte premio oscar per “L’ultimo Imperatore” sulla vita di Aisin-Gioro Puyi. l_ultimo_imperatoreI registi hanno ascoltato dai rappresentanti del governo i contenuti del decreto legge e hanno dato consigli per quello che, entro un anno, il governo strutturerà come “Codice dello Spettacolo” ovvero un contenitore dove confluiranno, insieme alla riforma del cinema, il riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche e il riassetto di tutti gli ambiti dello spettacolo. Renzi ha voluto rassicurare le nostre eccellenze italiane che saranno anche rafforzati i contributi a favore di festival e rassegne di qualità. Ciò che deve avere interessato particolarmente Bernardo Bertolucci è invece la novità, contenuta nel decreto legge, riguardante la censura cinematografica. Basta censura di stato: il Ministro Franceschini ha inserito nel decreto legge un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori, facendo sparire la famigerata commissione censura che quarant’anni fa condannò Bertolucci ad una pena durissima. Era, infatti, il 29 gennaio 1976 quando il film Ultimo Tango a Parigi veniva disposta dalla cassazione la distruzione del negativo per oscenità e Bertolucci veniva condannato alla perdita dei diritti civili, con l’impossibilità di votare per 5 anni. Il film era uscito il 15 dicembre 1972 e restò in programmazione solo otto giorni prima di finire sotto le forbici della censura per subire una serie di processi che portarono appunto alla sua «distruzione» totale. Per fortuna ci fu chi, contravvenendo alla legge, si premurò di salvarne il negativo e solo undici anni dopo, il 9 febbraio 1987, il film veniva riabilitato con sentenza di «non oscenità» dal momento che era «mutato il comune senso del pudore». Bernardo Bertolucci ricorda quel momento come uno tra i peggiori della sua vita, avendo vissuto l’impossibilità di votare come una mutilazione da cui mai si è potuto riprendere.

BB

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